Fateci caso, la Rete è sempre più la lavatrice dove lavare i panni sporchi degli altri in maniera totalmente arbitraria. Oramai non serve autorizzazione e il cesto di raccolta non fa differenza, politica, spettacolo, musica, sport, ogni personaggio pubblico sa che prima o poi in quella centrifuga ci finisce. L’ultimo in ordine di apparizione è Tiziano Ferro, 25 anni di carriera, 10 album e più di 20 milioni di dischi venduti.
Amo l’artista, la sua timbrica mi ha sempre avvolto e molti testi delle sue canzoni suscitavano emozioni vere. Sulla persona ho sempre avuto riserve, ho avuto a che fare con lui per una manifestazione nazionale in tema di diritti LGBTQ+ quando ancora le Unioni Civili non c’erano e cercai il suo aiuto.Usai ogni canale di conoscenza disponibile, ci incontrammo di persona dopo un concerto, quattro parole e neanche una sulla questione più importante. Non chiedevo la sua presenza ma almeno l’aiuto ad un tam tam nell’ambiente musicale. Manco rispose. Amen. Ci ripenso con rammarico però, perché per la stessa questione rivolta ad Annie Lennox si risolse diversamente, accettò di fare da madrina e mi invitò ad un incontro a Londra dedicandomi un’ora del suo tempo.
Ferro aveva già fatto coming out e andava però rilasciando interviste ai magazine e quotidiani stranieri che il nostro Paese era lontano dal concedere diritti alla comunità e che mancavano iniziative serie altrimenti se ne sarebbe fatto promotore. Parte della sua carriera ha coinciso con l’interiorità della sua vita, se non avesse sofferto o gioito non avremmo avuto in dono splendide canzoni che non dimenticheremo. Il ruolo di vittima però non lo ha mai penalizzato anzi, album, canzoni e concerti hanno sempre veicolato anche questo aspetto.
Bene, conosciamo la storia dei suoi ultimi tormenti sentimentali, matrimonio americano, due figli e separazione. Ce n’è quanto basta per immaginare strazio, dolore, sofferenza e down psicologici. Nonostante questo Tiziano Ferro ha deciso di rialzare la testa, lo ha fatto con un cambio di casa discografica, incidendo un album con ritmi e sonorità attuali e proponendo collaborazioni inaspettate ma riuscite. Il tour è iniziato da poco, 32 canzoni e coreografie, 46 anni alle spalle e nonostante un fisico che risente delle sue vicissitudini private, torna sul palco, appaga e si dimostra l’artista che è.
Sono però bastati una foto e un video per farlo diventare virale, offenderlo, insultarlo, distruggerlo artisticamente con invito alla resa. Pochi mesi fa toccò a Laura Pausini.
C’è davvero da vergognarsi per ciò che socialmente stiamo diventando, stracciamo le vesti degli altri alla prima occasione e magari abbiamo scheletri nell’armadio, difetti da vendere che non vediamo e non vogliamo vedere.
Non riusciamo a guardarci dentro prima di parlare o scrivere, e se troviamo il branco ci integriamo. Abbiamo perso l’ascolto, la compassione, smarrito il principio di aiuto. Mettersi nei panni dell’altro è un valore dissolto nella palude della Rete.

