C’è una ragazza italiana, una nostra connazionale di 26 anni, Nessy Guerra, che da due anni vive segregata in Egitto con una minore di soli tre anni. La sua rovina è stata sposare un uomo violento, di nazionalità egiziana; uno di quelli, per fortuna non sono tutti così, che ancora considera la donna come un oggetto personale, un essere umano regalatogli dalla cultura patriarcale e consacrato dalla fede religiosa.
Le sue convinzioni sono tali da averle sottoposto un contratto per tornare a vivere con lui e mettere una pietra tombale sulla vicenda.Tra le clausole: seguirlo nei suoi spostamenti, non lasciare il “tetto coniugale” senza consenso, consegnare le password dei social e dei dispositivi elettronici, scusarsi pubblicamente anche in televisione e impegnarsi a essere “modesta”, “fedele” e senza segreti. Il bullo farneticante che, in un video, insulta il Papa definendolo un sosia di Cristo, ma anche i cristiani e perfino Giorgia Meloni, è già stato condannato in Italia, dal Tribunale di Genova, per maltrattamenti, stalking, violenza privata, percosse, lesioni e truffa nei confronti di un’altra donna.
Nessy, invece, vive fuggendo da un appartamento all’altro e da una località all’altra in Egitto, ed è stata condannata per adulterio dopo la denuncia dell’ex marito. Lei ha sempre respinto ogni accusa, proclamandosi innocente. Tre falsi testimoni pagati sono bastati per condannarla. Ora potrebbe essere arrestata da un momento all’altro.
L’unica vera vittima innocente, però, resta la bambina, che sta crescendo privata dei diritti più elementari: dalla socializzazione alla libertà di uscire da quattro mura senza essere rapita; dal respirare un clima familiare sereno alla punizione peggiore: se la mamma decidesse di lasciarla in Egitto al padre, prima dei 21 anni non potrebbe venire in Italia.
Se questi sono i fatti e, legalmente, da mesi si stanno occupando della cosa il ministro Tajani, il Governo e ora perfino il Quirinale, mi chiedo perché mai non pensino a una semplice operazione dei Servizi segreti.Conosciamo tutti le loro abilità nel raggiungere obiettivi in missioni pericolose, altrettanto quando vengono coinvolti in complotti di Stato volti a eliminare personaggi scomodi, far sparire senza lasciare traccia nemici, grandi truffatori, dicasi Licio Gelli o il suicidio di Michele Sindona.
E allora mi chiedo, ispirandomi ai film d’azione: sarebbe così difficile proteggere veramente una semplice cittadina italiana e una bambina, facendole uscire dall’Egitto illegalmente, senza lasciare traccia alcuna?
Evidentemente sì, ma non per impossibilità, bensì per la scelta implicita di operare solo al servizio del Potere. Indignazione assoluta e solidarietà a Nessy e alla sua giovane bambina.

