Scouts nel mirino.

Mentre l’Europa consolida una visione dello scoutismo come palestra di civismo, inclusione e crescita paritaria, negli Stati Uniti della nuova era trumpiana assistiamo a uno spettacolo che oscilla pericolosamente tra il drammatico e il ridicolo. Il Pentagono, oggi ribattezzato informalmente “Dipartimento della Guerra”, giuro non sorrido… Ha deciso di ingaggiare una battaglia ideologica contro Scouting America. L’accusa? Aver “tradito” i valori maschili a favore di una cultura inclusiva e moderna.

Pete Hegseth, Segretario della Difesa, ha lanciato un ultimatum che sa di restaurazione polverosa: o l’organizzazione rinuncia alle politiche di Diversità, Equità e Inclusione (DEI), escludendo nuovamente le ragazze e tornando a una struttura rigidamente patriarcale, o perderà il supporto logistico e militare che storicamente la sostiene. Capite bene che siamo di fronte a un ricatto istituzionale che colpisce oltre 20.000 ragazzi pronti per il National Jamboree del 2026, riducendo un movimento educativo a mero strumento di propaganda “anti-woke”.

Secondo la mia opinione, è oggettivamente paradossale osservare questo arretramento. In Europa, associazioni come l’AGESCI o i reparti britannici e francesi vivono la dimensione ragazzi e ragazze insieme come una conquista naturale della civiltà da decenni. Lo scoutismo europeo educa alla cittadinanza globale, non alla formazione di piccoli soldati in una riserva maschilista. Al contrario, la nuova dottrina del Pentagono sembra voler trasformare lo scoutismo in un vivaio di virilità tossica, in nome di un “Warrior Ethos” che non tollera sfumature di genere o pluralismo.

Tutto questo non è solo un attacco a una storica associazione; è una spinta verso una “civiltà maschilista” che credevo, sbagliando, superata dal tempo. Perché accanirsi contro un rebranding, Scouting America, che cerca solo di riflettere la realtà sociale attuale? Cosa ci dice questa politica se non che il merito è diventato una scusa per nascondere l’esclusione?

Il rischio è che, nel tentativo di proteggere “spazi per soli maschi”, l’amministrazione finisca per isolare i giovani americani dal resto del mondo scout. Stiamo tornando indietro di anni luce, sacrificando l’educazione all’empatia e alla responsabilità collettiva sull’altare di una visione muscolare e identitaria che non ha nulla di moderno. Forse il Generale Vannacci avrebbe un futuro migliore per il suo nuovo partito negli States ma tutto questo è un triste segnale per chi, come noi, crede che i diritti umani e il progresso civile debbano essere il vero serbatoio per i leader di domani.

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