Sacrifici ricompensati

Il dubbio è quello stato in cui non hai la possibilità di un’interpretazione o di una soluzione unica e definitiva. Ecco, mai come ora sono assalito da dubbi. Carlo III d’Inghilterra e la sua corte donano una sontuosa accoglienza al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in visita di Stato, elargendo sorrisi e battute a profusione. Lo fanno mentre Trump ha solo il 37% di consensi e la maggioranza degli americani ammette di non volere un clown che vira verso l’autoritarismo, ma un Presidente che risolva i problemi: leggasi inflazione e immigrazione.

Carlo III, come altri Capi di Stato e Primi Ministri, sa che l’opinione pubblica del suo Paese disprezza in larga maggioranza Trump come uomo e in parte anche come Capo di Stato; ma, nonostante ciò, la ragion di Stato prevale e, per ingraziarsi l’egocentrico e ingestibile inquilino della Casa Bianca, dimentica la sua neutralità di sovrano, le convinzioni e i valori personali, legati anche a iniziative davvero lodevoli.

Un affabulatore e dispensatore di bugie riesce a mettere ai suoi piedi sovrani e regnanti grazie alla capacità di gestire le paure che egli stesso alimenta. L’Unione Europea non lo affronta sulla questione dei dazi né sulla diabolica e ambigua posizione assunta nel conflitto ucraino; anzi, gli riserva battute garbate da dama di compagnia, evitando scenate o rotture sul piano commerciale o della difesa atlantica. L’interesse di Stato viene prima della volontà popolare, che chiede fermezza e dignità politico-nazionale.

Ma forse il dissenso popolare espresso sui social è un fake? O sono bugiardi i rappresentanti delle Istituzioni che criticano Trump per poi illuminarsi ed inchinarsi al suo passaggio? Davvero stiamo tifando Xi Jinping e Putin per sbertucciare Trump?

Ieri Trump ha firmato con il Premier Starmer un accordo per 35 miliardi di investimenti in tecnologia americana, che si aggiungono a quelli già in essere per difesa e sicurezza. Se non vi fosse stata la Brexit, tutto questo non sarebbe accaduto, e Donald ha soffiato sul fuoco del Make England Great Again, movimento della destra nazionalista e anti-migranti che agita il Paese.

I dubbi si dissolvono con i fatti, e se essere servili a un folle significa salvaguardare e portare economia al Paese, allora, Signora Meloni, decida da che parte stare. Volteremo lo sguardo altrove per disgusto, ma sapremo che è per una giusta causa.

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