Quell’odore di guerra.

Negli ultimi mesi le mie giornate sono caratterizzate da elementi comuni, ansia e forte preoccupazione per ciò che accade nel mondo. È la spiacevole sensazione di sentire il fiato della guerra sul collo. Noi boomers che l’abbiamo sentita raccontare o studiata negli sgualciti sussidiari non abbiamo davvero idea cosa sia viverla e ci siamo convinti di non doverne mai più parlare.

Quando vedo le tremende immagini riprese a Gaza o nel Donbas, provo a pensarmi sul divano a vedere un film mentre all’improvviso il frastuono assordante di una sirena mi invita a correre per strada in rifugi improvvisati. Chiudere la porta dietro di me sapendo che potrei non più rientrarvi perché una bomba deflagra lasciando fuoco e macerie. Trovarmi in un sotterraneo tremante a guardare altri occhi con l’espressione di terrore e la paura di non farcela o, uscire quando l’ultimo bombardamento è finito e vedere i feriti agonizzanti che pregano Dio portati via insieme all’odore di morte.

È qualcosa che va oltre l’immaginabile perché trasforma ciò che sei stato: le certezze, i comfort, la sazietà o la sete, il caldo e il freddo, ogni cosa assume un valore diverso, perfino le tue emozioni non sono più le stesse, quell’amore che provavi fino a poco fa si trasforma di rabbia e odio verso un nemico sconosciuto con la faccia di chi sgancia quelle bombe, spara quei proiettili e ordina devastazione.

Improvvisamente sai che puoi perdere chi ami senza un perché, una moglie, un marito, figli, fratelli o sorelle quanto un padre o una madre e non sarai più te stesso perché il dolore ti trascina con loro.

Viviamo in un periodo buio che la storia ha già conosciuto ma questa volta i mezzi di comunicazione non sono il passaparola di una piazza ma certificano il peggiorare delle cose e allora come cittadini, non avremmo il diritto di conoscere qualcosa di più di ciò che leggiamo o sentiamo attraverso i media?

La Presidente del Consiglio, accompagnata dal Ministro della Difesa e degli Affari Esteri non sente il dovere di parlare alla Nazione e informarla di come stia realmente la situazione? Eviterebbe di confrontarsi con la stampa, cosa che non gradisce, arrivando direttamente nelle case degli italiani.

Ci dicono che abbiamo un’economia affannosa, che non siamo in grado di difenderci in caso di attacchi di chicchessia e abbiamo perso il punto di riferimento americano dissolto nei propri interessi. Qualcuno ci dica se siamo in un videogame o cominciare a pregare.

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