Public Shaming Pandemic. Divenire untore attraverso il coraggio della libera espressione.

L’ultimo caso è quello di Enrico Galliano, autorevole scrittore di testi destinati alla didattica, diventato trend anche per molti post indirizzati a studenti e professori durante lo scorso lockdown.

Si tratta, come lo definiscono gli esperti in diritti umani e sociologi, di Public Shaming Pandemic ovvero, mettere alla gogna un untore designato. Un fenomeno  del web, divenuto sempre più duro nella forma e utilizzato da milioni di spregevoli e anonimi individui.

Il tema del prossimo vaccino anti covid ha, non solo riacceso le piazze virtuali ma anche risollevato il problema in forma acuta.

Galliano ad esempio, non vuole convincere i NOVax, ma ha chiesto loro educatamente di rispondere a tre domande per un pubblico confronto.

Il linciaggio morale che ne è seguito è stato deplorevole e al limite di una società che si definisce democratica e civile. Lo accusano di non poter insegnare, di diffondere idee sbagliate, di dover studiare prima di parlare e tanto altro ancora.

Ne consegue che lo scrittore inverte la rotta dando un’altra lezione e afferma : “ti viene da dire basta. Specie se sono così tanti . Ma non sarebbe coerente con quello che cerco di insegnare. E cioè: se hai un’idea, non aver paura di dirla. Anche se rischi di far arrabbiare tante persone. Se credi davvero in qualcosa, esponiti. Mettici la faccia. Anche a costo di perderci.”

Ebbene, ho scelto questa storia per evidenziare, non solo il coraggio etico di chi rende pubbliche le proprie idee, ma anche l’inconsapevole perdita del senso democratico e l’uso improprio di una violenza verbale da parte di persone, gruppi, associazioni, movimenti, incapaci di un confronto civile.

A tutti è data libertà di credere in qualcosa ma impedire che altri la pensino diversamente pone fine all’esercizio della libertà d’espressione.

Vi è mai capitato di dover discutere con un vegano, un’animalista dei più radicali, un NOVax? Allora dovreste farlo.

Scommetto che dopo 5 minuti di conversazione, il tono di voce sarà mutato, come pure, la tensione nel soggetto che, in preda ad un’auto celebrazione della sua verità, sarà divenuto aggressivo e irritante al limite della sopportazione.

I casi che potremmo citare sono infiniti su questi signori ed anche se non generalizziamo, sappiamo che lo sono una buona parte di loro.

Propriamente in merito alla pandemia, penso mi farò vaccinare dopo essermi informato nell’ interesse mio e della collettività a cui appartengo come Paese.

Confido però nel buon senso di chi non lo farà. Se siete coerenti, andate avanti nei prossimi sei mesi ad indossare la mascherina e come dice Galliano:”Per favore, uscite il meno possibile”. 

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