Un’Europa preoccupata per come gestiremo i soldi. Presunzione, ingerenza o fondate ragioni?

Mentre nelle grandi città assistiamo sbigottiti ad assembramenti di massa per via dello shopping concentrati negli orari canonici (spiegatemi perché dovrei uscire alle 8 di sera con freddo, pioggia e neve…), la situazione meteo politica è molto più turbolenta delle precipitazioni che hanno messo in ginocchio l’Italia in queste ore.

Bruxelles, Parigi e Berlino sono di pessimo umore, convinte che il nostro Paese possa, come dicono i giocatori di poker, far saltare il banco.

Sono in gioco 209 miliardi di €, di cui 127 di prestiti agevolati e 82 di fondo perduto e portano il nome di Next Generation.

Il collo di bottiglia di questa partita non è solo la precaria condizione di salute di un governo non eletto, ma anche la mina vagante dei 5 stelle, ridotta ad un branco di correnti della peggior democrazia cristiana d’altri tempi.

In questa visione di consapevolezza tutta italiana però, vi è un’analisi che porta lontano e più temibile, lo sappiamo noi ma ora anche gli altri Paesi Europei. 

Come amministreremo tanto denaro.

Il pregiudizio, a mio parere fondato, nasce ad esempio dagli ultimi 100 miliardi messi a debito nel bilancio 2020, usati a grandi parole per gestire la pandemia ma soprattutto, per tenere in piedi la cancrena nazionale che porta il nome di Alitalia (un popolo intero spera venga soppressa da anni e solo un pugno di codardi e corrotti continua a tenerla in agonia con sperpero di denaro pubblico).

Forse anche per l’invincibile battaglia dell’Ilva, per non parlare poi degli squallidi salvataggi, quelli che gridano vendetta agli occhi di onesti cittadini, come Carige o la Popolare Bari.

Capite poi che viene difficile giustificare ritardi nei pagamenti di cassa integrazione ai lavoratori dipendenti o il semplice spostamento di scadenze fiscali o abbonarle, magari una sola tassa, dico una, non trenta.

Quindi amici che leggete, i dubbi europei sono fondati e dovremmo averne anche noi, perché quel denaro impegna noi ma anche i nostri figli nel futuro.

Abbiamo bisogno di riformare la Pubblica amministrazione, la giustizia, diluire l’inutile burocrazia, digitalizzare e tornare a progettare nuove grandi opere.

Se tutto ciò non accade daremo fiato lungo ai nazionalisti che ora, davanti alla mossa europea non ne hanno più molto.

Cosa è cambiato in pochi mesi? il giusto timore che questi soldi finiscano in mille inutili rivoli e soprattutto che i responsabili di questo rischio non portano più il nome di Salvini, Meloni o Grillo ma Giuseppe Conte.

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