Non siamo come nel dopo guerra. Opinioni a confronto.

Ospito oggi uno stralcio dell’intervento dell’A.D. di AEG Corporation Ing.Alberto Baldanello, esposto nel corso di una conference con alcune aziende di eccellenza italiana ad un evento promosso da un’incubate di Udine. Vi sono spunti di riflessione importanti per questo ho pensato di condividerlo qua.

Il mio intervento di oggi è dedicato ad un a visione del sistema Italia che non va più bene. La fine di un ciclo economico è arrivata nel peggiore o migliore dei modi. Peggiore, perché una pandemia porta problematiche sociali importanti e migliore, in quanto nascono nuove e uniche opportunità.

Sento dire che siamo come nel dopo guerra, ma ritengo non corrisponda al vero… Siamo messi meglio. Meglio perché la scienza ha fatto passi da gigante. Meglio perché l’economia è globale e non locale con relative opportunità. Meglio perché abbiamo capacità imprenditoriali e lavorative superiori al dopo guerra. Meglio perché abbiamo tecnologie e risorse che allora non avevano.

Ma allora se va tutto così bene perché dobbiamo cambiare?

Perché arrivano i peggio… Peggio, perché abbiamo un Governo locale non capace di stare al passo con i tempi. Peggio ,perché abbiamo una burocrazia mille volte superiore al primo dopo guerra. Peggio, perché siamo in competizione con Nazioni snelle e rapide nel decidere. Peggio, perché siamo ancora e troppo legati a politiche industriali del primo dopo guerra. Peggio, perché non siamo attrezzati managerialmente. Peggio, perché le nostre aziende sono sotto capitalizzate per non pagare le esosissime tasse. Peggio ,perché siamo ancora legati a logiche di sussistenza vecchie di cento anni. Peggio, perché abbiamo il peggior debito al Mondo… Peggio, perché non abbiamo obiettivi a medio e lungo termine. Peggio, perché non abbiamo una politica industriale. Peggio, perché non abbiamo una politica economica.. Peggio, perché non abbiamo una politica.

Allora mi chiederete, perché continuo a confondere le idee con i meglio e i peggio. O siamo meglio o siamo peggio…

Ecco la differenza. Non siamo meglio e non siamo peggio… Siamo una via di mezzo che non va bene in questo Mondo. Un ciclo è finito e rendiamoci conto che il meglio ed il peggio dovranno essere mescolati per far uscire il Normale… Abbiamo bisogno di Normalità…

Abbiamo bisogno di normalità rispetto alle tasse che vengono sprecate. Abbiamo bisogno di normalità nella gestione dei rapporti con la PA… Abbiamo bisogno di normalità per investire sereni e senza dubbi. Abbiamo bisogno di normalità in un Paese non normale, diviso ancora di più da colori assurdi e senza fondamento scientifico.

Noi che siamo una multinazionale operante in 7 Paesi e 3 Continenti, possiamo dire che la Non Normalità italiana ci porta a non investire quanto e come vorremmo.

Siamo indecisi come migliaia di altre aziende internazionali che vedono nel Paese grandi prospettive e importanti risorse umane. Risorse capaci, ma troppo protette in un sistema che non accetta ancora la meritocrazia.

Questo è ancora Paese della raccomandazione e della conoscenza. Questo è il Paese della burocrazia e della lentezza decisionale. Sapete in quanto tempo hanno deciso di fare una smart cities in Sud Corea? Un mese. Sapete quanto ci vuole In Italia per ampliare un capannone? Almeno un anno se va bene e abiti al NORD.


Finiamola con un sistema di protezione e chiusura ed entriamo nella competizione, poiché significa espanderci e diventare Normali. Normali nella crescita delle Aziende e dei territori. Vuol dire sviluppare l’economia territoriale se le Aziende crescono. Vuol dire che potremmo diventare punto di riferimento nel Mondo. Mondo, che invidia la nostra fantasia, creatività, preparazione e genialità nella risoluzione dei problemi.

Invece siamo ancora fermi e ancorati a vecchie logiche anni ’60. Siamo nostalgici… Siamo fermi… Siamo completamente fermi… Siamo l’ultima ruota del carro.

E allora svegliamoci tutti assieme cercando di cambiare in questo nuovo ciclo economico che inizierà col nuovo anno. Guidiamo noi per la prima volta.. Perché se perdiamo questo treno la normalità svanirà e lasceremo un paese peggiore e non migliore di prima.

Alberto Baldanello – A.D. AEG Corporation Ltd –

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