Rispetto ed uguaglianza di genere, manca formazione. La colpa? Sempre di “ragazzi sbagliati”…e i genitori?

Fermati ieri due ragazzi di 21 e 18 anni per le violenze sessuali compiute in Piazza Duomo a capodanno, ancora abusi, ancora branco. Non sono genitore e qualcuno potrà obiettare ma ho un’idea chiara a riguardo.

Nel 2021 si sono registrati 131 reati tra stupri, violenze sessuali e abusi, undici al giorno, uno ogni 131 minuti. Non mi può più star bene l’impotenza del nucleo famigliare. Quando si vive, si prendono delle responsabilità per le azioni compiute.

Considerando i miei coetanei siano nonni e abbiano vissuto il radicale cambiamento della società, quanto i loro figli, oggi genitori, perché parte di loro, forse molti, continuano in maniera omertosa generazionale, ipocritamente ingiustificata a non educare al rispetto questi maschi, non uomini… quindicenni, ventenni, trentenni ancora bambini con il testosterone fuori controllo e i genitali usati come la clava nella preistoria?

La prima considerazione è che il sesso in questo Paese fa ancora paura, nonostante quello peggiore sia reperibile ovunque, non se ne parla, men che meno coordinandosi con la Scuola.

Le convinzioni culturali relative a privilegi e diritti maschili legittimano inconsciamente un implicito concetto di violenza-controllo sul genere femminile che è ancora difficile da scardinare, questo è il vero problema e i figli crescendo respirano l’aria di questo modo di pensare e lo fanno proprio.

Se poi i padri battono sulla spalla o sorridono compiaciuti al figlio ogni volta che fa battute sulle fattezze femminili, anche sgradevoli, la convinzione di “oggetto” si rafforza.

Del resto anche in televisione quando in studio c’è una bella ragazza la regia inizia le inquadrature dalle gambe, siamo così nel 2021.

Non conta non sia più solo la donna, oggetto del marketing consumistico e ci siano anche uomini mezzi nudi, la questione è ferma al retaggio culturale italiano. Virilità, machismo e potere.

In tal senso oggi, la crescente indipendenza femminile acquisita in campo lavorativo, familiare, e sessuale, è percepita come una minaccia da uomini deboli o tradizionalisti e lo smarrimento dei padri nell’incapacità di gestire la raggiunta uguaglianza, porta messaggi sbagliati ai figli maschi.

Esperti affermano che se continuiamo a concentrarci solo sul “ragazzo o uomo cattivo” che ha sbagliato, ci sfugge l’insieme, ad esempio, la responsabilità di molte madri nell’educare maschi come fossero principini da servire o privilegiarli rispetto alle sorelle.

Se l’uomo sta metabolizzando una donna più virile ed egalitaria, la donna cerca l’uomo sensibile, educato, per poi lamentarsi dicendo che è troppo moscio, rincorrendo altri uomini capaci di farla sentire dominata.

È urgente andare a fondo su questi aspetti, focalizzarci sulla formazione dei giovani ma dico anche bambini, nonostante i pochi anni, ascoltano e vedono. Educateli, formateli sull’argomento, non abbiate paura.

Non sono la mancanza di battute becere, machismo o freddezza di sentimenti a costruire l’identità di un uomo, ma la sua consapevolezza nell’accettare che ogni donna possa essere uguale a lui senza pretese, assicurando e pretendendo reciproco rispetto.

Senza questo forzo educativo il rischio è di vederli un giorno sulle pagine dei giornali come carnefici di ragazze o donne innocenti e voi sconvolti a proclamarvi impotenti.

Rispetto ed uguaglianza di genere contribuiscono ad una società migliore.

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