Il Prof.Mora vittima di pregiudizi. Un conservatore contro fluidità di pensiero e comportamento.

Leggo con interesse il caso del Prof.Martino Mora, cinquantenne single, insegnante al Liceo Scientifico Bottoni di Milano.

Mora è finito nelle cronache di telegiornali, talk, radio e carta stampata per aver mandato dalla Preside e non aver riammesso in aula, su decisione del dirigente, uno dei suoi alunni.

Un ragazzo che quella mattina si è presentato in classe con un abito da donna sopra i normali vestiti, come lui altri tre giovani con una gonna.

I ragazzi avevano informato la Preside che avrebbero fatto questo in segno di solidarietà per la giornata contro la violenza sulle donne e l’hanno riferito all’insegnante, il quale non solo afferma di non esser stato avvisato ma definisce una pagliacciata il comportamento dei giovani, preferendo lasciarli fuori dall’aula.

Ora al Liceo la tensione è alle stelle tra Mora e la Preside che difende le sue scelte.

Il Professore, finisce così per definirsi vittima nelle ultime interviste, persino martire nello studio di Pomeriggio Cinque dalla D’Urso, afferma di essere stato linciato per il suo gesto che, difende a spada tratta.

Col senno di poi, senza lasciarci andare a commenti superficiali sull’onda del sensazionalismo, andiamo ad approfondire ciò che sta dietro la decisione del professore nel definire pagliacciata, il gesto dei ragazzi che hanno voluto manifestare un dissenso solidale verso l’altro genere.

Mora è per sua definizione un cattolico conservatore, contro il progressismo, per dirla in breve uno che vede un solo Papa, cioè Ratzinger.

Definisce un sacro errore l’aver riportato per mano del centro destra l’educazione civica a scuola, secondo lui un autogol in favore di quella sinistra affrancata da ideologia trasversale, quella del pensiero unico, esempio l’agenda ONU 2030.

Secondo il professore modello e bacchettone anni’70, di certo non uno di quelli in prima fila nelle manifestazioni studentesche del ’68 che portarono diritti civili nel Paese, queste logiche pericolose sfornano conformisti.

Vede pericolo nelle linee guida ONU e OMS, intravede un’educazione sessuale fin dall’infanzia, contenuti discutibili, dall’immigrazionismo a visioni distorte sull’omosessualità e femminismo estremo.

Ora è tutto più chiaro. La vittima mediatica, Prof. Mora, ha letto nel semplice indossare una gonna da parte di tre alunni, il tentativo di sodomizzare le regole certe, sovvertire il suo pensiero unico, quello che viene difeso attraverso l’ipocrisia di rispettare le Istituzioni anche con un abbigliamento consono.

Perché il pensare senza etichette e categorie, l’essere fluidi delle nuove generazioni incute terrore in chi, come i boomers sul viale del tramonto, trovano complotti sovversivi e anarchici in ogni azione che contraddica i loro punti di riferimento etici, anche nei piccoli gesti, quelli diventati un caso nazionale grazie al becero conformismo del Prof.Martino Mora.

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