L’HIV limitava amore e trasgressione, ricreando gli “untori”. La corsa al vaccino sarebbe stata di massa.

Nel 1981 negli Stati Uniti veniva riconosciuto l’inizio di una pandemia legata all’HIV. Una pandemia differente da quella provocata dal Covid.

Nel corso di questi quarant’anni i numeri sono stati ben diversi: in tutto il mondo vi sono state oltre 60 milioni di persone contagiate, con circa 25 milioni di morti e, nel solo Sudafrica, 14 milioni di bambini orfani.

L’HIV, fece tornare le società più avanzate a comportamenti sociali in grado di stigmatizzare il contagiato in maniera pesante, creando i sieropositivi come “nuovi untori”, come ai tempi della peste.

Per usi smodati nel praticare attività sessuali, inizialmente furono nel mirino tossicodipendenti e omosessuali, poi la scienza si fece strada, abbattendo le imbecilli crociate di conservatori e fedeli di ogni religione nel mondo e unì al circo del martirio anche gli eterosessuali.

Anche allora fummo privati inizialmente di una libertà, avevamo paura di amare, di divertirci col nostro corpo.

Ma anche di coltivare e far crescere relazioni importanti, quando scoprivi che la persona conosciuta da poco era sieropositiva, per ignoranza fuggivi come un vigliacco; solo l’intelligenza e anche il coraggio hanno in alcuni casi generato amori forti come le rocce e duraturi.

Anche quando si comprese che il preservativo era l’unico mezzo di protezione, (ancora oggi la Chiesa Cattolica porge l’altra guancia ipocritamente) molti continuarono ad avere paura, quella paura che travolgeva per giorni, dopo un rapporto consumato male, che uccideva psicologicamente quando nel farlo si trasgrediva dalle regole della comune fedeltà.

Milioni di esseri umani coinvolti. Negli anni’80 la sola parola AIDS faceva il silenzio attorno, recarsi negli ospedali per le analisi, faceva vergognare, l’eventuale passaparola del conosciuto di turno, anche lui presente provocava ansia e terrore dell’essere additato.

Per molti anni, per un sieropositivo era difficile trovare lavoro, essere accettato in famiglia (qualcuno lo nascondeva anche a loro), doveva stare attento anche solo alle lamette da barba lasciate incustodite, al soccorrere qualcuno ferito per paura di toccarne il sangue, se fosse stato infetto? O solo andare dal dentista.

Per l’HIV l’unica categoria penalizzata economicamente fu quella della prostituzione, meno clienti, mentre oggi con il Covid il danno economico è globale.

Dopo quarant’anni il vaccino, tanto atteso non è mai arrivato, in compenso i farmaci hanno reso il virus una malattia cronica e curabile nel mondo industrializzato, lasciando morire ancora una volta popolazioni più povere.

Se ci fosse stato un vaccino, allora, pur di non mettere in letargo i Walter e le Jolande come direbbe Luciana Littizzetto, di ogni essere vivente, ci sarebbe stata una corsa.

Oggi invece, stiamo peggio, il covid è semplicemente nell’aria che respiriamo, uccide, indebolisce, discrimina e fa strage di economia, eppure molti idioti supremi boicottano ed arrivano a violenza perché minacciati nella libertà. Una libertà di vaccinarsi che l’avessero i milioni di contagiati di HIV li piglierebbero a schiaffi. 

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