Donne, diritti e religioni. Opinioni severe con l’Islam e mansuete verso Ebraismo e Cattolicesimo. Perché?

La faziosità, come dice la parola, significa una radicata tendenza al settarismo e ad una perniciosa intolleranza. Quando analizziamo il contesto di applicazione della stessa nel campo della cultura, diritti umani soprattutto ma anche religiosi, è verso l’islamismo che emerge molte volte in tutta la sua potenza.

Eppure, a ben guardare su certi temi, come ad esempio, diritti e parità di genere, le altre due grandi religioni monoteiste, l’ebraismo e il cattolicesimo non sono per niente “pure” su questo delicato tema.

La ripresa del potere dei talebani ha rilanciato l’estromissione delle donne da ogni genere di attività pubblica, quasi anche solo scolastica, la controversa questione del velo islamico, ancora indigesto ai conservatori occidentali; la tradizione di matrimoni combinati e cosi via, rendono il tema “Islam” e “mussulmano” sempre di forte appeal per catture l’attenzione dell’opinione pubblica occidentale e il tono, è sempre di gravità assoluta, volutamente per evidenziare le forti differenze culturali.

Ma, quando parliamo di donne, il tema del sacerdozio femminile è ancora un rigoroso tabù nella Chiesa cattolica anche di Francesco, che come Giovanni Paolo II, definisce il sacerdozio femminile dottrina di fede definita.

Non solo, alle donne è dato di leggere le letture ma non il Vangelo, a conferma che la Chiesa cattolica è un’Istituzione maschile e tendenzialmente misogena.

Anche l’ebraismo non scherza. Pochi giorni fa la polizia di Gerusalemme si è trovata in mezzo a scontri con centinaia di manifestanti ortodossi che volevano impedire a un gruppo di donne dell’Associazione Women of the wall, di pregare vicino al Muro del Pianto, il luogo più sacro per gli ebrei.

Non è la prima volta che accade: nei pressi del Muro, alle donne è vietato pregare a voce alta, leggere la Torah e indossare il tallitt, lo scialle di preghiera. Il divieto perdura dal 1967, quando Israele conquistò nella Guerra dei Sei Giorni la città vecchia di Gerusalemme dalla Giordania.

Pensate che ci sono 100 rotoli della Torah a disposizione degli uomini al Kotel e il rabbino capo respinge continuamente le richieste femminili anche solo per uno. E’ una pratica discriminatoria che tiene la Torah fuori dalla portata delle donne in uno spazio pubblico e sacro in Israele.

Gli ortodossi ritengono sia una profanazione contro il luogo più sacro del giudaismo.

Eppure, cari amici, quando si devono tirare fendenti sui diritti umani l’agnello sacrificale preferito da media e politici è sempre l’Islam.

Vogliamo dire che gli ebrei come i cattolici siano poco istruiti, arretrati culturalmente, certo no!

Allora perché queste discriminazioni e barriere al genere femminile nel 2021 indicando sempre nel peggiore il mussulmano?

Rispondo attraverso le parole del filosofo cinese Confucio: quello che l’uomo superiore cerca è in se stesso; quello che l’uomo inferiore cerca è negli altri.

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