La vicenda Spreafico Ortofrutta del Nord Italia, smonta un pregiudizio duro a morire.

Qualcuno, molti, tra stampa e televisione per commentare lo spregevole fatto di cronaca legato all’azienda lecchese Ortofrutta Spreafico, un gigante da 356 milioni di euro l’anno, ha usato l’espressione : “non siamo alla Piana di Gioia Tauro o nella campagne di Foggia” bensì nella Brianza produttiva sovvertendo la tradizione.

I soliti noti però, molti anche loro, lancia in resta han pensato: “saranno i soliti meridionali che vivono qui da anni, quelli non cambiano mai”.

La notizia già la conoscete, saranno i magistrati ad accertare colpe, non è questo il mio commento. L’argomento però è il pregiudizio, esattamente quello che ho evidenziato poco fa.

La mafia, la camorra ed altre associazioni malavitose, nascono al Sud e secondo molti, oggi sempre meno, la poca voglia di lavorare anche, come un’elevata propensione alla scaltrezza, all’ingegno della truffa e via discorrendo.

Peccato tutte queste caratteristiche negative non dimorino solo al centro o sud Italia quando si parla d’imprese. Lo dico con cognizione di causa essendone stato testimone oculare.

Non mi risulta vi siano distinzioni geografiche quando si tratta di emettere scontrini fiscali o pagare in nero partite di materiali o servizi artigianali a domicilio. Ovviamente non generalizzo ma ci siamo capiti.

Se vogliamo alzare il tiro non che il titolo di studio, certifichi onestà, e allora pensiamo a medici, dentisti, fisioterapisti, avvocati, commercialisti ecc. Ma torniamo alle imprese.

Durante le annate d’oro, quando lo Stato faceva crescere il debito pubblico, leggi come la 64 ex Cassa del Mezzogiorno e poi la 488, arrivavano a dare anche il 65% a fondo perduto per investimenti in capannoni, terreni, macchinari, formazione in forma progettuale.

Citiamo poi la legge sul credito d’imposta chiamata Tremonti, che ha coperto intere zone industriali di capannoni ad oggi ancora vuoti, e poi gli incentivi automatici della 626, 341 ecc. per ognuna di esse, anche moltissimi imprenditori del Nord, presero a man bassa in maniera non certo onesta.

Alcuni creando cattedrali nel deserto del Sud Italia, altri magheggiando con abili commercialisti e periti per bilanci, fatture e perizie per rimborsi spese inesistenti.

Ma la mano lunga di alcuni imprenditori targati Nord Italia arriva anche nelle operazioni destinate all’internazionalizzazione, falsi uffici commerciali, depositi inesistenti, titolari prestanome che poi si scoprono novantenni in case popolari e tanto altro.

In tutto questo mai una presa di posizione di stampa o tv a far luce sull’altra faccia della medaglia, contribuendo a smantellare quel fastidioso, ingiurioso e ingiusto pregiudizio di luoghi comuni vivo e vegeto sopra il Pò.

Oggi mi sarò fatto molti nemici ma resto fedele alla verità.

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