Unica certezza: se delinqui puoi rischiare la vita.

I fatti di cronaca delle ultime ore, oltre a rattristare per la morte di un giovane, inquietano non poco per due motivi: nonostante l’informazione mediatica sbatta in prima pagina morti assurde di innocenti, dovute a giovani irresponsabili e stupidi, gli stessi o perché balordi o sotto effetto di stupefacenti, continuano in modo recidivo ad organizzare azioni, vere o, all’occorrenza supposte finte che siano, in grado di generare tragedie;

i genitori degli autori di queste azioni criminose, nascondendosi dietro lo straziante dolore reale della perdita di un figlio, persistono a trovare mille giustificazioni all’accaduto.

Credo invece, nel mondo perbene non esistano dubbi. Se tu vuoi fare o, fingere di essere un delinquente, sii consapevole oggi, più di anni fa, che in pochi minuti puoi essere steso a terra in una pozza di sangue, morto. Non ci devono essere metodi o esempi educativi differenti da questa logica.

L’assunzione di responsabilità è un atto fondamentale nella pedagogia, purtroppo sempre più lacunoso negli ultimi anni. Lo è per la crescita continua di malavitosi comuni quanto di uomini violenti, ragazzini bulli, politici ladri, razzisti, omofobi, sino ad arrivare a uomini delle forze dell’ordine in abuso di potere.

Ognuno risponde delle proprie azioni, basta. Non li chiamo errori o eccessi di legittima difesa, le conseguenze di un cretino qualunque che con gesti pericolosi mette a rischio la vita di innocenti che vogliono invece vivere.

Credo, le forze dell’ordine meritino il dovuto rispetto, sempre, quando esercitano correttamente il loro mandato. Non basta ricordarlo quando ci troviamo disperati in estremo pericolo, in casa di giorno, di notte, per strada…ovunque, per questo, rispetto la morte del giovane ma non provo alcuna pietà.    

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