I nuovi Dei dalla tragedia compulsiva.

Posso scrivere usando un linguaggio solitamente improprio per il mio stile che il Prof. Vittorio Sgarbi ha proprio rotto i marroni? Ne ho sempre ammirato il patrimonio culturale, l’abilità con la quale affabula ed affascina chi ascolta, l’addomesticamento del linguaggio tecnico comprensibile ad una élite ad una forma più trasversale e raggiungibile anche dal popolo poco scolarizzato.

Anni fa, il Professore dall’irascibile carattere, arriva pronto a calarsi in un personaggio istrionico e iracondo il sarto di quell’abito fu Maurizio Costanzo e la fonte battesimale il palco del Parioli.

Costanzo, professionista e abile domatore di ogni specie di artista o personaggio di strada, quando capisce che Sgarbi ammalia con la divulgazione dell’arte gli consente di azzannare a ruota libera chiunque dica una scemenza o abbia a ridere del suo pensiero. Ne fanno le spese attori, politici, scienziati, senza distinzione di genere o cultura. L’audience vola e Sgarbi consacra il suo “ego”.

Da quel momento in poi vive professionalmente sopra le righe cioè, qualunque ruolo o carica gli venga conferita, anche istituzionale, ricordo che è stato Sindaco e ProSindaco, e Sottosegretario, ne abusa abbondantemente, come per copione consolidato, resta nell’ombra le prime settimane per poi architettare degli eccessi che lo pongano in diretto contrasto con chicchessia portandolo direttamente sulle prime pagine dei giornali, davanti alle telecamere o nei trend di tendenza dei social.

Sono proprio gli studi televisivi però l’arena che più si confà al Professor Sgarbi e gli autori dei talk sono il gatto e la volpe dell’audience garantita.

Molte volte mi sono chiesto se il possesso di tanta intelligenza possa indurre un colto di quella specie a regredire verbalmente come un troglodita, insultare senza limiti chiunque, poi però mi sono ricreduto ed ho compreso che anche questa è un arte.

Si tratta dell’oratoria autoritaria, Mussolini ne era fortemente abile, con più sguaina improperi con più fortifica il castello del suo ego, verso il quale pochi osano attaccare, meglio cibarsi delle sue tragedie e fare ascolti.

Così facendo anche l’ultima, per la quale si è dimesso, si è tramutata in uno show dove se muore Sansone muoiano anche tutti i Filistei.

Non ci siamo accorti ma gli Dei son tornati tra noi.  

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