Molta libertà di scelta etica la dobbiamo agli attivisti. Esempi di società civile. Grazie!

Comprendo meglio l’accanimento alle leggi della fede anziché l’accanimento terapeutico.

Per questo non trovo illecito il risentimento della Chiesa Cattolica contro il via libera al suicido medicalmente assistito per Mario, 43 anni camionista tetraplegico da dieci anni, ma apprezzo un’altra parziale importante vittoria in tema di diritti umani in Italia.

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale e il caso di ieri, ci avviciniamo sempre più alla possibilità di un referendum su questo delicato tema.

Oggi concentro la mia attenzione sui diritti umani, non solo perché ne sono da sempre un attivista convinto, ma perché penso a quelli importanti ottenuti a rilento nel corso degli anni, in un Paese che sconta l’ingombrante peso della presenza della Santa Sede, un sorvegliante speciale, oggi indebolito, ma sempre vigile e invadente in tema dei principali diritti che toccano l’uomo.

In altri Paesi, la Chiesa è più interessata a veder riconosciuta la propria libertà di culto anziché inciuciare scelte politiche coi governanti, non le verrebbe mai permesso.

Qui Stato e Chiesa sembrano il fiore e frutto della democrazia repubblicana, difficile pensare che le due piante d’origine possano vivere senza legami.

Diritto di voto alle donne, aborto, divorzio, lotta alla schiavitù, all’aspartheid, unioni civili e matrimoni per le persone dello stesso sesso, parità salariale tra generi, ma anche libertà di culto religioso, sono solo alcuni dei diritti che uomini e donne hanno conquistato in una gran fetta del mondo.

Sono diritti riconosciuti a stento nel tempo, ottenuti attraverso sacrifici di vite innocenti, spargimenti di sangue, mesi o anni di torture e permanenze carcerarie  durissime.

Ci sono persone alle quali dobbiamo un grazie più di altre, sono quelle che non hanno voltato la faccia, non hanno avuto paura di scendere in piazza ogni volta rischiando la vita, nelle dittature quanto nelle democrazie dichiarate.

Son coloro che al divano e all’individualismo prediligono il bene comune, più di altri sentono il principio della libertà come sacro e inviolabile.

Ci sono eroi riconosciuti, martiri, ma anche migliaia di persone comuni, quelle che affollano con resistenza le piazze affrontando le conseguenze.

No, non i violenti ed assurdi detrattori dei greenpass e vaccini, oggi celebro i sostenitori di diritti umani e civili che hanno segnato una vittoria contro l’oscurantismo, bigottismo e infelice istinto a conservare norme e leggi non al passo coi tempi, leggi che penalizzano molti e privilegiano pochi.

Grazie a Marco Cappato e all’Associazione Luca Coscioni, il vostro impegno torna a farci sentire liberi di scegliere senza subire.  

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