Il buonismo che favorisce lo sporco business dell’immigrazione, critica Kamala Harris.

La Vice Presidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, è alla sua prima trasferta internazionale. Come si dice, quella che le potrebbe dare credibilità e rassicurazione sul futuro politico.

Prima tappa Guatemala e avendo delega da Biden sul problema migrazione, nel suo discorso dice alla popolazione “Non venite negli Stati Uniti, perché vi rispediremo indietro”.

Il mondo politico nel globo si divide e chi l’attacca afferma quanto siano parole più consone a Trump che non a un democratico.

Parto col dire che nei Paesi civili i politici al governo parlano chiaramente e fanno rispettare le leggi. Il Partito democratico americano, per chi ancora non lo sapesse discende dal Partito Repubblicano e non meravigliamoci se una Vice Presidente non vada a sventolare striscioni rossi per accogliere navi che portano clandestini.

In tutto il mondo le sinistre e derivate si stanno accorgendo che l’ideologia immigrazionista non è sostenibile. Il Governo USA ha commissionato un sondaggio sull’immigrazione il 27 aprile scorso e il 71% degli americani, fonte Cato Insitute, non vuole altri immigrati. In America, neanche un Presidente può agire contro un volere popolare.

Sul resto delle politiche, andiamo a leggere cosa sta facendo Biden per l’immigrazione e troveremo profonde differenze dalla linea Trump, perciò è pregiudizievole attaccarsi a parole, che invece dovrebbero essere usate più spesso, anche in Italia.

Una parte della sinistra dice che lo slogan della destra “aiutiamoli a casa loro” è una bufala, quando in realtà fa più comodo vendere armi, l’Italia è tra le prima nazioni al Mondo.

Ancora, comprare terre o sfruttarne il sottosuolo tenendoli in povertà e nell’ignoranza. Infatti, ci sarebbe molto da dire ma, ci sono anche uomini e donne, di sinistra e anche cattolici che fanno business sulla deriva degli immigrati una volta arrivati nel nostro Paese.

Lo scandalo dei centri per l’immigrazione ad esempio, oppure il lavoro in nero, per non parlare dello sporco business del mercato immobiliare, in parte sempre in nero e sempre sulla loro pelle.

Sappiamo per certo che la maggior parte di loro non sono rifugiati ma disperati che si vendono a mercanti di morte che li traghettano per soldi.

Poi ci sono anche quelli della destra che in privato ideologicamente sono contrari e gli danno addosso e poi gli affittano case in rovina o li fanno lavorare in nero al peggio.

Per attuare l’aiutiamoli a casa loro, serve una volontà collettiva internazionale, smettendo di corrompere in Africa e riprogettando vite migliori, sostenibili e dignitose per tutti, fino ad allora il fenomeno immigrazione servirà alle parti politiche solo a mantenere elettorato e ovviamente sporco business

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