Reddito di cittadinanza: gli onesti aspettino.

Tutti gongolano per l’approvazione del Recovery Plan e affidano le loro speranze a San Mario Draghi, Santo per la logorante pazienza avuta nel gestire i conflitti dei partiti che compongono la maggioranza.

Nell’attesa di riforme proclamate da anni e che ancora giacciono nelle Commissioni Parlamentari, mi soffermo sulle cose di tutti i giorni.

Ad esempio, una di quelle che secondo il Ministro Di Maio ha abolito la povertà in Italia, il Reddito di Cittadinanza.

L’aspetto pratico è che un Paese civile debba aiutare la povertà conservando la dignità dei suoi cittadini, come pure riconoscere pensioni decenti a uomini e donne che hanno lavorato una vita.

Quello surreale invece è utilizzare una finalità sociale per nutrire un serbatoio elettorale ad un ex movimento, trasformato in partito ora a brandelli, creando diseguaglianze inaccettabili nel Paese.

Lo dicono politiche del lavoro fallimentari, tanto da portare l’ennesima protesta degli agricoltori, mancano circa 300 mila braccianti stagionali, passino quelli stranieri ma quelli italiani dovrebbero avere le braccia di parte di quel milione di beneficiari.

Numeri: 1 milione 460 mila al Sud, 685 mila al Nord e 416 mila al Centro.

Ma tra i disoccupati l’idea di non lavorare, quando invece percepire reddito di cittadinanza, disoccupazione e qualche lavoretto in nero prevale, rifiutando le offerte.

Perché non rifinanziare il sostegno quando i voti sono assicurati?

Peccato mensilmente i giornali informino di truffe ed arresti per beneficiari illeciti del reddito, solo l’altro giorno 76 denunciati e 28 arresti a Palermo, persone vicine ai clan mafiosi.

Ma i controlli non sarebbe meglio farli prima così da privilegiare famiglie e persone davvero in stato di indigenza e non dopo?

Non solo… che fine hanno fatto i tutor che dovevano indirizzare i beneficiari verso occupazioni? Mi dicono lavorino in smart working con un contratto in scadenza nei prossimi giorni.

È servita questa buffonata di Stato? Ho seri dubbi, pur consapevole che tra queste centinaia di migliaia di persone ve ne siano davvero di bisognose ed oneste.

Sarebbero tanti i lavori che i Comuni potrebbero affidare a questi lazzaroni a volte delinquenti professionali, lavori socialmente utili, del resto sono pagati perché bisognosi di lavorare.

Anche questa come altre iniziative copiate da altri Paesi, è personalizzata ad hoc alla cultura italiana, quella del creare traffico di denaro statale destinato ai furbi, lo abbiamo visto con i contributi alle imprese, dalla cassa del mezzogiorno ai vari incentivi.

In mezzo a onesti, un mare di ladri. Ma il ladro mangia quando qualcuno lo invita a pranzo, in questo caso i Cinque Stelle. 

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