Un amico come lasciapassare dall’isolamento. Finalmente torna il nostro lato migliore.

Con l’aria che tira in questo Paese, ma anche nella società globale, possiamo stare certi che le amicizie, quelle vere e di lunga data, possano essere oggetto di giustificata motivazione d’uscita ai tempi del coronavirus.

Si tratta infatti di affetti stabili, molte volte più di mariti, mogli, parenti, amanti, ci metto anche questi perché sono numericamente incisivi nelle indagini Istat e soprattutto crescono negli anni.

Dopo il quattro maggio potremo finalmente ritrovarli e riversarci reciprocamente tutte le sofferenze, angosce, incazzature vissute in solitudine rassegnata o coabitazione forzata con i nostri partner.

Una cosa è raccontarle in videochiamata sempre con l’occhio vigile che qualcuno ci ascolti, un altro, è sfogarsi liberamente senza il nemico.

L’amico/a del cuore è quello che in genere ha sempre un occhio benevolo verso le nostre malefatte, trasgressioni, colpi di testa, che siano l’acquisto smodato di un auto o il lasciarsi andare a lussuria temporanea con la collega d’ufficio.

Al partner non possiamo mai raccontare tutto, pena, ore e giorni di discussioni inutili e musi da serial killer. Insomma, con l’amico ce la spassiamo, lui c’è sempre nei momenti migliori, quando noi siamo felici e divertenti oppure, raccoglie i nostri pianti, ma si tratta di cose passeggere e sottoscritte di comune accordo nella relazione amichevole.

Quindi, ben venga ritrovare l’amico dopo l’isolamento, eviterà di farci spendere soldi dallo strizzacervelli essendo oramai al limite.

Ma se invece fossimo partner avrebbe la stessa venerazione? Perché in quel caso dovrebbe beccarsi in coabitazione pregi ma anche difetti sottaciuti, a volte sgradevoli, comportamenti eccessivi, violenze verbali camuffate e poi quella noia tipica del non aver più nulla dirsi… un bel carico di bollette da pagare, spesa da fare, figli da accudire, mutui da saldare nell’incertezza della precarietà professionale e i silenzi del dopo lavoro per liti e incomprensioni con clienti, capi e colleghi…

…Forse, vedremmo squagliare come cera il suo ritenerci degli idoli, eroi o punti di riferimento, resterebbe come lo stoppino, bruciato e consumato dalla routine di una relazione vedendoci come comuni mortali.

Quindi, ben venga il ricongiungimento, torneremo ad esser liberi da condizionamenti e soprattutto di mostrare il nostro lato migliore.  

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