L’Italia s’è desta, stavolta tocca a noi.

Compriamo prodotti italiani

E’ sempre stata una peculiarità italiota quella di apprezzare e privilegiare i prodotti esteri, in particolare quelli statunitensi o tedeschi. Mi metto in cima alla lista: dalle auto alle T-shirt.

Sarà che non riusciamo a dimenticare lo sbarco di Anzio, ce lo ricordano ogni volta anche i politici quando richiamano all’ordine colleghi che strizzano l’occhio ad altri partner.

Sarebbe ora però, se proprio non riusciamo a scrollarci da dosso la storia, di rinverdire l’entusiasmo della Breccia di Porta Pia, un momento (senza che i cattolici si offendano) di grande orgoglio patriottico unitario.

I servizi trasmessi in televisione, come gli articoli dei giornali, riportano la grande difficoltà del “Sistema Italia”. La preoccupazione è grande non solo per i giorni che stiamo vivendo ma soprattutto per quelli a venire.

Mentre l’Europa sonnecchia e ancora una volta come una prostituta, non concede prestazioni, oltre le pattuite, gli altri Paesi ci accerchiano approntando doni preziosi avvelenati da futura dipendenza, un pò come il lupo con cappucetto rosso.

Può essere che, per una volta, al di là delle maglie indossate e bandiere sventolate nelle finali di coppa del mondo o pubblicate in ogni dove nei social e spot, riusciamo a prenderci per mano simbolicamente facendo qualcosa di utile e concreto per la nostra Italia?

Prenderci per mano significa comprare prodotti, concepiti, creati, realizzati dalle mani e teste di nostri connazionali.

Noi siamo gli eroi, quelli nei campi, fabbriche, mense, cucine, uffici, laboratori, ospedali, aerei, navi, università, scuole, ecc.. Quelli che producono eccellenza, la stessa per cui gli stranieri pagano caro prezzo per averla, tanto da considerarla uno status symbol.

Ci risentiamo quando citiamo i cugini francesi, ma l’esempio della loro unità quando si tratta di orgoglio nazionale o far riflettere chi li governa dovrebbe spronarci ad essere migliori, e noi lo siamo, lo siamo sempre stati in momenti difficili.

Se per i prossimi dodici mesi, prendessimo a cura i nostri prodotti, frutto del lavoro italiano, non sarebbe boicottare il resto del mercato mondiale, lo capirebbero, apprezzando un popolo già amato.

Il sogno più bello? Aprire tra qualche mese i giornali del mondo e leggere in prima pagina … L’ITALIA S’È DESTA! #andràtuttobene

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