Della pazienza in democrazia

… La pazienza dovrebbero averla gli italiani, poichè i guai sono molti, e la democrazia non ha il passo veloce delle ditatture le quali ” agiscono, è vero, più rapidamente, ma è altrettanto storicamente provato che portano sempre alla catasftrofe”. “La democrazia, oltre le altre virtù, è anche pazienza e impone tolleranza.” Un campagnolo, che ha, come me, l’occhio alla terra, capisce questa regola del crescere e del calare e può vincere l’impazienza meglio di un operaio, che ha tutt’altro spettacolo e tutt’altro ritmo sotto gli occhi. Ma quando sta male, anche il contadino se ne scorda e fa come il malato, che a differenza del medico si sente pesare addosso il tempo e scorge più che una minaccia nel prolungarsi della malattia. Il tempo è una grande medicina purchè si arrivi in tempo, e gli uomini (politici) che hanno l’ufficio medico non lo perdano in consultazioni troppo lunghe e con riguardi esagerati verso i benestanti, quasi avessero più cura di questi che non dei malati. La gente che sta male non è un problema di carta e che sulla carta si risolve, ma una realtà umana e, parlando da cristiani, la grande realtà che Cristo fa sua : Avevo fame e tu non mi hai dato da mangiare…avevo sete…ero malato…. Temo che non basti la coscienza tranquilla perchè il resto vengo da sé.

Don Primo Mazzolari ” Come pecore in mezzo ai lupi ” 1959

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