Si è conclusa ieri sera l’edizione meno vista del Grande Fratello, un programma che non funziona più da tempo, ma che Pier Silvio Berlusconi ha voluto riportare in onda con un’edizione i cui protagonisti erano davvero dei signori nessuno. Non ha funzionato.
Neanche la carriera e l’esperienza di Simona Ventura sono riuscite a fermare l’emorragia di ascolti.Ma mentre si spegnevano i telecomandi, la trasmissione godeva di un inaspettato traino di social marketing per l’edizione dei semi-sconosciuti che partirà in primavera. A darle luce: una vendetta orchestrata magistralmente da Fabrizio Corona, sempre più astuto e capace di gestire i tempi e la tipologia di notizie in grado di generare milioni di visualizzazioni e soldi per la sua attività editoriale.
Al centro, un presunto scandalo che non dovrebbe far ridere affatto, ma che invece è stato bollato dalla pubblica opinione con un semplice: “Tanto si sapeva già. Nel mondo dello spettacolo e del cinema” (aggiungo io: anche del lavoro), “questa è la prassi se aspiri a visibilità di rilievo e non sei nessuno. Oppure, se hai dei talenti e scegli la strada più semplice, attenzione: non la più facile.”
Infatti, decidere di svendere il proprio corpo e la propria dignità sono azioni che dovrebbero lasciare un segno nella persona. Ma l’ego, la vanità e l’idea di brillare davanti a una telecamera ed essere visti da milioni di persone riescono a sminuire il peso di certi compromessi.
E arrivo al viscido protagonista di questa storia: il giornalista Alfonso Signorini. Quando dirigi per anni una patinata rivista di gossip, detieni, involontariamente, un bagaglio di informazioni che si può trasformare in un’arma di ricatto. Se poi diventi stupidamente consapevole del potere professionale che hai, e ti fa credere immortale, allora i pericoli per chi ti frequenta sono all’ordine del giorno.
Scrivo anche, però, che i colpevoli in questa vicenda sono due. Le presunte vittime, molte volte, non lo sono. E quando il mentore cade, ergersi a vittime rassicura.
Quello che mi disturba in tutta questa squallida storia sono tre punti importanti:
Primo: che Signorini usi la televisione per parlare di valori, etica e dignità, elargendo lezioni al pubblico, mentre oggi scopriamo essere un abile dottor Jekyll e mister Hyde.
Secondo: il silenzio quasi totale di una stampa asservita a editori ricattabili, tanto da diventare complici di reati evitabili.
Terzo: l’aver trasformato la questione della privacy in pattume, dove chi scrive nel privato a qualcuno, anche nella sfera dell’intimità, finisce gratuitamente alla berlina del mondo.
Come dice una canzone, però… domani è un altro giorno. Si vedrà.

