Lodevoli esperimenti sociali: case di riposo e orfanotrofi uniti. Nel frattempo in Italia pensiamo a soluzioni costruttive.

Vi sono alcune cose positive nel bazzicare bacheche intelligenti dei social, soprattutto quando vi è l’opportunità di scovare notizie costruttive.

È il caso di un post che riportava dal sito sicilia.it una lodevole iniziativa canadese, ma già in essere anche in altri Paesi, come ad esempio l’Inghilterra.

È in atto l’esperimento di unificare in strutture adeguatamente predisposte, orfanotrofi e case di riposo. Luoghi a mio parere dove la tristezza interiore nel caso del primo e solitudine nel secondo, regnano sovrane. In ambedue i casi si tratta di persone abbandonate dalle famiglie.

Il benessere economico, una buona fetta di egoismo ma anche l’impossibilità a volte di gestire persone anziane, malate e bisognose di assistenza, finisce per trovare la soluzione peggiore e che nessuno vorrebbe mai sperimentare, giunto avanti con gli anni.

L’esperimento, oramai un successo, riferisce che prima che i bambini entrassero nell’edificio, i vecchietti erano tristi, stanchi, mezzi addormentati.Una classica scena vista molte volte in servizi tv o film.

Subito dopo l’arrivo dei bambini per fare insieme una lezione d’arte o semplicemente dei panini per i vecchietti, gli anziani ritrovavano una vitalità pazzesca, ricaricandosi di serenità e gioia. Sono anche affermazioni del regista Evan Briggs che sta girando un documentario in proposito.

Il contrapposto di questa situazione è stata l’eccitazione e la gioia di bambini soli, tutto ad un tratto oggetti di coccole e attenzioni.

Certo, pensiamo a quanta insofferenza a volte dimostrano le persone anziane agli schiamazzi o ai capricci dei bambini ma, con la giusta organizzazione e un dosaggio di presenza, questi momenti potrebbero cambiare le giornate di molte persone e son certo un sacrificio lo farebbero volentieri.

Parliamo di categorie socialmente fragili, molto spesso oggetto di terribili casi di cronaca per non curanza o addirittura violenza da parte di personale inadeguato e fuori controllo.

La pandemia ha peggiorato la solitudine di bambini e anziani già provati, emarginandoli ancor di più dal resto della società.

Nell’attesa che anche in Italia tutto questo un giorno possa diventare realtà, si potrebbero fare molte cose: progetti di co-housing per anziani, edifici con monolocali, assistenza condominiale e servizi vari; ripensare la legge sulle adozioni, rimodulando l’inefficienza della burocrazia che svilisce le coppie richiedenti o concederle anche ai single; tentare soluzioni alternative prima di depositare un genitore dentro case di riposo inaffidabili e low cost e se proprio è impossibile farlo allora una volta accasato e lontano, assicurargli visite costanti e ricche di amore.

L’affetto non ha costo e in questi casi allunga la vita.

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