Ardea: superficialità dietro morti assurde?

Il Paese è molto turbato dalla morte dei due fratellini di Ardea e con loro, colpito alla tempia un anziano, la cui unica colpa è stata passare nel momento e nel luogo sbagliato.

Drammi umani però, che purtroppo si verificano periodicamente ai quali ognuno di noi si abitua nell’ascolto frettoloso delle notizie. Poi tutto passa aspettando la tragedia successiva.

Come nelle centinaia di femminicidi però, anche quando si tratta di drammi causati da persone affette da patologie psichiatriche e sottoposte ad intervalli a TSO, stampa e televisione usano il guanto felpato verso possibili superficiali comportamenti delle forze dell’ordine preposte.

In questo Paese, se escludiamo pochi casi, cito solo quelli più mediatici, come quello di Stefano Cucchi, Marco Vannini, Serena Mollicone per arrivare a Riccardo Rasman, giovane in TSO a Trieste, gettare ombre su poliziotti e carabinieri ci fa sentire sporchi, vigliacchi e soprattutto lontani dall’amor di Patria.

Ma non è così. Dobbiamo essere convinti che, oltre a significare democrazia, evidenziare criticità non significa svilire il senso istituzionale di uomini e donne che ogni giorno rischiano la vita proteggendo il contesto sociale del Paese.

Si tratta di persone, lavoratori come altri che nell’esercizio della funzione anzi, con responsabilità maggiori quando in gioco è la vita degli altri, possono sbagliare.

Sentiamo di ragazze, donne e madri che per mesi e mesi chiedono protezione vessate da uomini violenti ma che troppo spesso trovano morti atroci perché i loro timori sono stati sottovalutati.

Chi legifera dovrebbe però sentirsi responsabile di garantire con disposizioni legislative Forze dell’Ordine che di fronte all’evidenza e al danno compiuto rispondono: “ci siamo attenuti alle leggi vigenti”.

Quante donne o innocenti sarebbero ancora in vita se questi maschi bestiali o malati da proteggere e curare fossero da subito messi nelle condizioni di non agire? Troppi.

Come è possibile che tutti i vicini e lo stesso Sindaco fossero da tempo al corrente della pericolosità dell’omicida e lo si lasciasse libero di girare e per giunta con una pistola?

Spieghiamolo adesso a due genitori a cui è stata strappata la vita futura, segnati per sempre.

Il mio pensiero va anche alle migliaia di famiglie che vivono il dramma giornaliero di avere qualcuno con malattie psichiatriche importanti, mi stringo alla loro impotenza ma soprattutto alla solitudine che provano sentendosi privi di sostegno da parte di uno Stato assente se non quando, attraverso i suoi rappresentanti si trova come un attore a recitare commiserazione davanti a bare di innocenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su
Share via
Copy link
Powered by Social Snap