La condanna non piega l’arroganza, ma il vitalizio non è denaro pubblico.

Ieri sera “Non è l’Arena” trasmissione de La7 ha ridato visibilità ad un politico discusso, famoso e soprattutto da sempre, legato al potere da ambizione sfrenata, impavida arroganza e protetto da un esercito cattolico che ne ha agevolato l’ascesa alle Istituzioni più importanti.

Il chiamato “celeste” Roberto Formigoni, pur scontando la pena agli arresti domiciliari è apparso in tv, trattamento non concesso ad esempio al signor nessuno Fabrizio Corona.

Il tema era quello del vitalizio, sul quale il populismo agita come una corda sul patibolo il taglio netto all’incasso.

Formigoni ha contribuito di certo a far diventare la Regione Lombardia un’eccellenza, come pure si è fatto promotore di provvedimenti importanti nel corso della sua funzione di rappresentanza politico istituzionale.

Va però detto che due cose non gli vengono perdonate nonostante una sentenza emessa e definitiva: il continuo perpetrare una vergognosa ipocrisia sulla mancata corruzione, che invece gli è stata addebitata unitamente ad altri soggetti, e quel fastidioso tono da tribuno intoccabile che contraddice alla legge della sua fede.

Il suo Maestro, l’evangelista Matteo nel riportare le parole di Gesù disse: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”. Diciamo apertamente che questo passo non è stato proprio il punto di forza dell’ex governatore.

Ma torniamo alla corruzione. È ormai chiaro anche ai meno istruiti che quello che circonda il sistema politico e ancor più quello del mondo della sanità pubblica e del farmaceutico è un mondo di tacito interscambio, fatto di promesse e concessioni, intrighi e denaro sporco.

Uno degli elementi di punta dell’eccellenza lombarda, è proprio la sanità, Formigoni è stato Governatore per quattro mandati, per tutti era l’intoccabile, poco si decideva senza che fosse condiviso, potrei scrivere righe sul San Raffaele.

A chi vuol far credere che il non aver trovato il denaro incriminato, lo possa considerare puro ed innocente, oggi nel 2021? L’umiltà avrebbe prodotto maggior consenso.

Si sentiva tanto superiore in quegli anni, da creare sedi di rappresentanza istituzionale  della Regione Lombardia in alcuni dei maggiori Paesi del mondo, organizzare incontri di livello quasi a creare una sovrapposizione con ambasciate e consolati presenti in quei luoghi e profondo imbarazzo ai nostri diplomatici. Io c’ero e lo posso confermare.

Ma a parte l’arroganza e la corruzione, i soldi del vitalizio non sono soldi pubblici ma contributi versati durante l’attività parlamentare ed istituzionale.

Quindi, perché accanirsi contro qualcuno che verrà ricordato come un politico dall’attività ambigua e perennemente osannato solo dalle schiere cattoliche, che tanto hanno ricevuto venerandolo come un super eroe?

Usiamo umana misericordia.      

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