L’Italia è il riflesso di una tv obsoleta?

E dopo il Grande Fratello VIP, torna l’Isola dei famosi e poi di nuovo Grande Fratello NIP, nel frattempo come pachidermi avanzano nel corso del tempo, Amici, Amici serale, Uomini e Donne, Pomeriggio Cinque, Domenica Live (per fortuna finalmente sospesa), Paperissima,  Ciao Darwin,  La Pupa e il secchione, Striscia la notizia, senza omettere la Pompei televisiva il Maurizio Costanzo Show.

Riuscite a trovare qualcosa che non sia gossip, ricerca spasmodica di particolari morbosi nelle vite private di personaggi pubblici, volgarità espressa con doppi sensi usati per ridere ai tempi di scuola? In tutta onestà no.

Amici va in onda dal 1992, secolo scorso. Striscia la Notizia dal 1988.

Adesso poniamo sul tavolo la solita giustificazione: c’è bisogno di leggerezza, di non pensare a tutto quello che accade, uno alla sera non può sempre perdersi in talk show politici, fiction o telefilm.

Eppure nel secolo scorso non mancavano varietà, sit-com o spettacoli comici. Differenza? Garbo, comicità intelligente, il leggero era leggero non trash e men che meno televisione urlata fatta di sopraffazione e insulti.

Secondo punto: quanto ha inciso questo modo di far televisione, clone di sé stessa e tipica del televenditore americano anni ’80, nella cultura generale del nostro Paese?

Può essere che le persone leggano poco perché quello che vedono li appaga?

È un caso che la nostra lingua italiana ammirata in tutto il mondo, pur comprendendo 160 mila vocaboli si sia ridotta ad usarne 7 mila di base quotidiana e le persone abbiano difficoltà ad esprimersi compiutamente o pronunciare ragionamenti logici?

Sì, credo vi sia una forte corresponsabilità, non solo degli editori ma anche di conduttori e giornalisti convinti di apportare un cambiamento culturale che invece col passare degli anni ha prodotto un arretramento nella società italiana.

Non gli unici certo, ma insieme ad altri colpevoli come la scuola.

Nulla di nuovo sotto il sole, di italiano ben poco, i format acquistati molti sono stranieri, e i nomi di chi conduce sono oramai scolpiti nella roccia, irremovibili, senza tempo.

A quando nuove idee, giovani che avanzano, o qualcosa di intelligente non ripetitivo?

I pubblicitari confermano che gli sponsor sono stanchi di investire in programmi spazzatura ma nello tempo non hanno il coraggio di pagare soldi per nuovi programmi e soprattutto a conduttori semi sconosciuti.

Così la televisione si affianca alla politica, alla scuola, alla finanza, nel non cambiare, resistendo con la forza del potere e del ricatto.

Allora volano le TV on demand con abbonati che godono vedendo persone obese tra la vita e la morte, coppie che si sposano senza conoscersi, altre che vengono tentate per tradire e altre ancora che si incontrano nude, perché lì siamo arrivati oltre quello, saremo al punto di non ritorno.     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su
Share via
Copy link
Powered by Social Snap