Legge non uguale per tutti. #IOAPRO

Ieri ho creduto di vedere immagini di Parigi, mentre si trattava di Roma, italiani inzuppati di orgoglio, la cui dignità illuminava volti rabbiosi.

Non si placa la protesta dei ristoratori e con loro ieri, i proprietari delle palestre.

Se avessi avuto un locale pubblico, sarei stato in mezzo a loro, in quella che uno Stato vigliacco, incapace di garantire il principio della legge uguale per tutti, ha impedito fosse una protesta organizzata.

In quello stato di rancore assordante i protagonisti erano incapaci di individuare ripugnanti infiltrati per commettere violenze inopportune, non vedevano che l’esternazione di una rabbia divenuta ormai incontenibile.

Ad oggi nessuno scienziato tra gli showman che quotidianamente si esibiscono davanti a telecamere o microfono radiofonici ha saputo presentare dati ufficiali in grado di dimostrare quanto pranzare o cenare dentro locali super sanificati e attrezzati per proteggere, siano più pericolosi di assembramenti all’aperto, supermercati o di locali rientranti nei codici Ateco.

Eppure, è stata fatta questa richiesta tante volte a gran voce. In piena pandemia, dopo 408 giorni di vita surreale, sofferenza, solitudine, morte e incapacità organizzativa di chi deve garantire salute pubblica e ripresa economica, non vi è stato il tempo di istituire una ricerca e dare risposte ufficiali a chi lavora per vivere.

Allora vedano di spiegare meglio, se non desiderano che queste proteste dilaghino e sfocino davvero, e in maniera totalmente giustificata, in violenza incontenibile a cui le nostre forze dell’ordine dovrebbero reagire con dignità e non con gli idranti.

Noi che ci spostiamo per lavoro e non solo per approvvigionarci dentro i super mercati, abbiamo occasione di sostare dentro gli autogrill e con fermo stupore, appena varcata la soglia di quelli che oramai consideriamo piccoli centri commerciali, vediamo non solo l’area caffetteria, ma soprattutto quella di ristorazione, aperta e piena di persone sedute ai tavoli per pranzare o cenare.

Cos’ hanno di diverso quei ristoranti se non posseduti ancora una volta al 51% dalla famiglia Benetton, rispetto a quelli di piccoli ristoratori sconosciuti?

Distanziamento e sanificazione sono rispettati quasi identicamente anzi, la maggior frequenza in autogrill, desta forse sospetti che tutta questa sanificazione divenga blanda col passare delle ore.

Questi sono fatti, non parole da vergognoso teatrino scientifico politico.

Oltre alla richiesta di libertà, in Piazza Montecitorio dovrebbero distribuire foto degli autogrill, dimostrando che in questo Paese la legge non è uguale per tutti.

Allora chiudo citando lo scrittore inglese Tomas Hardy: ” Molti furono i casi in cui la giustizia potè trionfare soltanto facendosi beffe delle leggi”.

Non mollate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su
Share via
Copy link
Powered by Social Snap