Anche Albano se la passerà male causa lockdown. Quanto ancora dobbiamo sopportare questa vergogna?

Qualcosa non torna. Il canto del cigno, per alcuni professionisti dello spettacolo è iniziato molto tempo prima della pandemia.

Quando cito spettacolo, mi riferisco a coloro visibilmente sotto le luci dei riflettori in tv, teatro, cinema, musica, non certo ai lavoratori backstage tutti.

Ogni tanto qualcuno lanciava un disagio economico o di protesta contro le pensioni da fame, le signore D’Urso e Venier ringraziavano.

Arrivato il coronavirus, anche titolari di storci hotel, ristoranti, bar, trattorie, pizzerie, (non certo quelle delle periferie urbane dei piccoli comuni) hanno sprigionato la loro disperazione, dapprima, per i sessanta giorni di chiusura poi, per la mutilazione obbligatoria di ricettività.

Ho abbastanza anni credo, e una buona cultura universitaria e di vita, per pormi una domanda: Sono sufficienti quattro settimane di lockdown e una previsione dimezzata di reddito per far chiudere o sentirsi sul lastrico?

Pur considerando tutte le aggravanti del caso, dal costo del lavoro elevato a una tassazione abnorme, ma ben ricordo ricevute fiscali e scontrini quando sedevo ai loro tavoli e se rivedo le moltitudini di turisti o avventori fissi per aperitivi, pranzi o cene rabbrividisco pensando agli incassi… almeno quelli ufficiali.

Ora, i casi sono due, o i risparmi sono altrove ed è una farsa d’apparenza per impietosire lo Stato o, il denaro è stato lecitamente guadagnato a profusione e altrettanto lecitamente speso.

” Posso comparare il pianto di questi imprenditori, esercenti, ecc. con quello dei loro stessi dipendenti?” No.

Oggi, come un fiocco sulla torta, ci si mette anche Albano Carrisi, uno che negli ultimi anni, ha riempito teatri di mezzo mondo ma anche, in maniera eccessiva, pagine di rotocalchi, giornali e talk televisivi.

Albano, grande cantante, dichiara di essere preoccupato per le sue attività collaterali in Puglia; se la situazione non mutasse dovrebbe campare con 1.470 euro di pensione e sarebbe la fine.

Vorrei dirmi indignato ma scrivo incazzatissimo. Tra dischi, concerti e apparizioni televisive in questi quasi sessant’anni, non ha avuto modo di considerare un imprevisto?

Eppure non ricordo quattro gatti ai suoi concerti con la bella Romina. Ora, Sig. Carrisi, lei ha tutta la mia stima artistica come pure, il risentimento per avere versato fior di soldi di contributi e aver ricevuto poco in cambio vitalizio ma la prego, si ponga d’innanzi ad una telecamera e racconti la sua disperazione come la sta raccontando a tutta Italia, poi fermi la registrazione e si riveda.

Solo in quel caso, potrà rendersi conto di quanto non sia credibile, provando anche un piccolo senso di vergogna.

L’umiltà che tanto dice di appartenerle, dovrebbe frenarla da certe affermazioni nazional popolari, quelle che a lei piacciono molto.

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