Stabilimenti balneari, inutili e non credibili lamentele per mancati redditi stagionali.

Torna la dignità umana del vacanziero

Ci sono delle considerazioni impossibili da evitare, ascoltando alcuni servizi di TG e talk televisivi. Una di queste, porta alle esternazioni di disperazione e vittimismo dei gestori di stabilimenti balneari.

Irritazione e sgomento divampano ogni volta che li ascolto. Ne scrivo con dati alla mano.

Questi signori, godono da sempre del privilegio di pagare ridicole concessioni allo Stato, indi per cui il correlativo di speculazione già è incluso nel loro modo di fare impresa.

Secondo le analisi europee del 2019, i prezzi delle spiagge italiane erano i più alti d’Europa, non tra i più… i più. Per un ombrellone e due lettini in base alla zona, si arrivava a spendere dai diciotto ai trenta euro al giorno per famiglia.

E’ vero, si tratta di attività stagionali, ma i loro colleghi all’estero come campano?

Quali possono essere i costi elevati di gestione? Manutenere i beni certo, rinnovarli, ma oltre a questo la fatica di gestione deriverà forse, con altri conseguenti ricavi di cui non domandiamo conto, dai bar e chioschi posti sulla spiaggia.

Ricordo di gestori con appartamenti e case e tenori di vita più che rispettabili.

Di cosa si lamentano oggi? Di partire con trenta giorni di ritardo nella stagione o, di avere meno posti da affittare per la sicurezza?

Ecco, non me la sento di condividere il loro piagnucolare, anzi dico che in realtà vivo uno stato di gioia, una soddisfazione reale in questo nuovo stato delle cose.

Perché? Non ne potevo più di vedere distese di ombrelloni e lettini ammassati per far sdraiare esseri umani in vacanza, come carne da macello.

Per anni. la distanza tra lettini si faceva sempre più sottile, il russare obbrobrioso del vicino e le conversazioni telefoniche erano percepibili anche con le cuffie alle orecchie.

L’abbronzatura per averla intera, bisognava pianificarla stando attenti a sfruttare la posizione o l’assenza del vicino.

Privacy inesistente, e quel che è peggio, chi non ha soldi per andarsene sulle spiagge caraibiche e godersela, era costretto a subire senza benefici.

Si fa presto a fare due conti e capire quanto fosse il reddito (ufficioso) di queste attività quindi, vadano a farsi compiangere da altri turisti, quelli italiani, festeggiano la riconquista di una piccola dignità estiva, godersi una vacanza in dimensioni tornate umane.  

1 commento su “Stabilimenti balneari, inutili e non credibili lamentele per mancati redditi stagionali.”

  1. Celestino Colombo

    Sinceramente non ho mai capito, ne capisco come si possa andare in spiaggia in quelle condizioni. Fosse per me tale categoria non esisterebbe proprio, la prima volta che mi son trovato a Rimini, per lavoro, andai avanti e indietro per un po’ prima di chiedere dove fosse il mare. Restai esterefatto e un po’ mi vergognai, quando l’interlocutore mi disse che il mare stava lì ma non lo si poteva vedere se non passando dall’interno di uno stabilimento balneare. Aggiunse che c’era una spiaggia libera e mi insegnó come raggiungerla, quando arrivai vidi della sabbia nera e capii che il mare non faceva per me, non quello, intendo.

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