Kering e LMHV discutibili scelte etiche ai tempi della crisi.

Italia Paese benefattore

La storia si ripete, ma anche, non smentisce leciti ma pessimi comportamenti istituzionali.

Le due multinazionali francesi del lusso e moda Kering e LVMH, per intenderci titolari di alcuni famosi marchi tra cui Gucci e Louis  Vuitton, preferiscono spremere socialmente solo lo Stato italiano.

Colpiti duramente dalla crisi Covid19, scelgono modalità diverse per attutire le perdite. Mentre in Francia pagano di tasca propria i dipendenti, in Italia hanno deciso di utilizzare ogni possibile strumento di sostegno, dalla cassa integrazione agli altri ammortizzatori sociali.

Ancora una volta recepiamo il colpo e abbassiamo la testa. Sarà perché agli investitori stranieri in tempi di crisi vada tutto concesso, del resto, il pari diritto è lecito, sarà perché sostengono generosamente un’occupazione in affanno, resta il fatto che, l’Italia è abituata a pagare, sempre.

Adesso siamo in momenti di svendita e a man basse arrivano, scelgono, trattano e comprano senza la benché minima difficoltà.

Un tempo e per anni, le grandi industrie del Paese, dicasi famiglie, attingevano invece a piene mani dalle casse speciali dello Stato. Partendo dalla legge 64 per il mezzogiorno arrivando a tutti gli strumenti per il mercato del lavoro.

Sono stato testimone e quindi posso scriverlo, miliardi in progetti a volte superficiali, quasi inutili, costruiti a tavolino solo per battere cassa.

Quando le casse erano piene, via a svuotarle nelle cassaforti private in Paesi terzi e paradisi fiscali, così ha sempre funzionato.

Mentre i loro operai mangiavano panini seduti davanti ai cancelli i signori brindavano dentro hotels e residenze estive e invernali godendo i loro capitali.

Approfittando dell’internazionalizzazione pure, attinsero a piene mani, delocalizzando selvaggiamente o sbattendosene di vendere a colossi che ne avrebbero decimato le risorse umane, reputate inutili e costose.

Poi un giorno lo Stato decise in parte di svegliarsi, e tutti a far carte spostando velocemente le sedi legali in Lussemburgo, Olanda, Irlanda ecc.

E’ così che funziona, quindi perché meravigliarsi se multinazionali e imprenditori stranieri scelgono di favorire il proprio Stato e gravare su quello italiano… fino alla bancarotta c’è posto per tutti. 

1 commento su “Kering e LMHV discutibili scelte etiche ai tempi della crisi.”

  1. Buongiorno anzitutto e grazie al Dott. Carenini per la cortese accoglienza nel Suo salotto dei commenti….. da imprenditore ma anche manager d’aziende ITA/USA leggo con attenzione ma dissento su tutto,.. anche su chinare la testa. Gli accordi con chiunque si basano come diceva il maestro Andreotti sul principio di reciprocità sempre e comunque, quindi se in Europa si permette ad un partner di gestire in maniera scellerata, da parte dei politici italiani in Europa ed in Italia, il lecito desiderio di preservare il popolo francese proprio e lasciare ad altrui il popolo altrui, direi che è il momento di salutare l’Europa, sempre per lo stesso principio andreottiano,..

    Sarebbe auspicabile che da domani i prodotti francesi etc.. siano dotati di un sovrapprezzo che si paga all’ingresso in Italia e viene ripartito sul popolo italiano tutto.

    Il sogno di coloro che credono all’Europa è una follia colossale ed i casi sono due, codeste persone o sono fortemente stupide oppure sono colluse in qualche modo, altre strade non ne vedo se non peggiori della stupidità stessa!…. Grazie e tutti e buon 2020…. ne vedremo di fallimenti.. eccome, eccome….!!!!!

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