Chi è l’imbecille che penalizza il prosecco, a banale shampoo delle meraviglie ?

Sostengo la libertà di agire nell’interesse del business; quanto pure la costruzione a tavolino di un personaggio, farlo razzolare nei salotti televisivi per poi guadagnarci al meglio. Di esempi simili in Italia ne avremmo da farci enciclopedie.

Quello che infastidisce è sempre l’eccesso. L’aggressione verbale al limite della violenza; il bullismo verbale permissivo perché protetto dai palazzi; la trasgressione più becera in nome dell’audience, il trasformismo di professioni ibride (leggasi opinionisti) in esperti nazionali di qualunque cosa.

Ultimamente, nelle scorribande video promozionali, mi è capitato di soffermarmi in un promo del programma “il salone delle meraviglie”. Un kitsch generale diretto con maestria da un professionista brillante, capace, creativo quand’anche eccentrico al punto giusto.

I suoi modi di creare e produrre acconciature di stile fanno tendenza al punto che anche influencer e donne di spettacolo sgomitano per avere un appuntamento.

Andiamo dall’uso dei semplici palloncini da party kids agli impacchi con la nutella (sembra abbia proprietà nutrienti per il capello).

Mentre le sue stravaganze alzano l’audience, anche le sue finanze lievitano, tanto da consentirgli l’apertura di nuovi saloni in punti centrali delle città più importanti. Uno scontrino battuto ad una influencer raggiunge i 3.550 euro.

A tutto però c’è un limite. In questi ultimi spot si vede Federico Lauri, così si chiama il protagonista, fare uno stampo usando del prosecco.

Considerato sia un prodotto pregiato ma, anche veicolo dell’italianità nel mondo, mi chiedo quale possa essere il risultato d’immagine allo straniero che ne prenda improvvisamente visione.

Amarezza profonda, tanto quanto quella provata quando i baby ricchi nei social, svuotavano bottiglie di champagne nei water e nelle vasche da bagno alla faccia delle classi disagiate.

In questo caso però, pollice verso anche per l’emittente che, nel puro interesse di assecondare la gallina dalle uova d’oro, non si premura di limitarne eccessi e disgusto.  

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