#MariaDeFilippi. Rivoluzione social catodica.

Stamane me li vedo a pranzo i coniugi Costanzo, i bassotti accucciati vicino alla tavola, lui che bofonchia qualcosa di incomprensibile guardandola, mentre scava col cucchiaio nel barattolo di gelato al cioccolato, e lei, senza una parola, con l’IPad tra le mani e un piatto di bresaola a dar colore al pallore causato dalle migliaia di post #mariadefilippi.

Un passo falso, un inciampo, ha scatenato la rivoluzione dei #socialpeople. Come abbattere in poche ore un regno lungo ventott’anni.

Sarà stato il clima teso da coronavirus, l’assenza del pubblico, un’astio trasversale tra giudici, ragazzi e la stessa conduttrice ma, ieri sera Maria la sanguinaria, come la chiama il web, ha calato la maschera, lasciando intravedere difetti di comuni mortali e anche qualche indecoroso vizio del sistema da lei stessa prodotto e gestito negli anni.

Quasi una catena di montaggio a creare star e teenager da spettacolo usa e getta ma per fortuna, anche talenti veri.

Grande professionista, determinata, soprattutto capace e perfezionista ma forse, anche abile calcolatrice. La premiata ditta, non molla il podio di presenza e non conosce crisi, marito e moglie abili business manager di loro stessi, forse anche un pò ingordi di palinsesti da sempre.

Eppure, riguardando i video delle isteriche scenate collettive che hanno visto Maria protagonista contro tutti, ho avuto la sensazione fosse consapevole di quanto stesse accadendo, un pò quanto la Regina Maria Antonietta alla lettura della sentenza del Tribunale Rivoluzionario che la condannava.

La Maria catodica, camminava nervosa , fissando negli occhi i tiranni che osano criticare il programma, proprio come la vera Regina che, camminava senza lasciar trapelare il benché minimo segno di timore, indignazione o debolezza.

Come lei, attraversava la sala cioè, lo studio, come non vedesse o sentisse nessuno e quando è giunta davanti alla camera, dove dietro le sa si trova la folla, solleva il capo in tutta la sua maestà”.

Oggi, non c’è ghigliottina per Maria ma un popolo di delusi, rancorosi e forse anche invidiosi, pronti a destituirla dal trono, lei sempre proletariamente seduta sui gradini.

Lascia cadere l’IPad accanto al piatto, guarda Maurizio che, con la bocca sporca di cioccolato le ricorda : Mi dispiace, io so io e voi nun siete un cazzo” e domani è un altro giorno. 

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