Regeni. Inossidabile ricerca della verità

Esemplare il costante sforzo per la ricerca di giustizia della famiglia Regeni. A quattro anni dalla morte di Giulio la loro voce pubblica non cessa di farsi sentire, tuonare sete di verità presso le nostre Istituzioni e quelle egiziane. 

È un’impresa quasi impossibile nel nostro Paese, basti pensare al caso Cucchi o Vannini, figuriamoci pretenderla da uno Stato straniero e per lo più con una democrazia ridotta a lume di candela. Ma loro non si fermano. 

Ieri , sono stati ascoltati dalla Commissione d’inchiesta italiana, hanno chiesto notizie del nostro ambasciatore al Cairo , da un anno ha cessato i contatti; invitato ancora una volta il Governo a ritirare il diplomatico, lo fanno oramai come sgranare un rosario. La speranza di dare un volto e delle mani agli assassini e loro mandanti. 

So cosa significhi lavorare in certi ambienti e quanto abili siano a compromettere prove, testimonianze e moventi come pure, quanto sia difficile anche per chi governa ottenere collaborazioni da certi regimi.

Per questo onoro il loro sforzo, quasi un manifesto per chi vi è passato o passerà. Io avrei già portato i remi in barca accasciandomi nel dolore più cupo . 

Loro insegnano a sopravvivere con dignità, rendendo indistruttibile l’immagine di un figlio innocente, al trascorrere del tempo e alla consueta collocazione nell’archivio dei casi insoluti alla memoria collettiva . Grazie alla nostra stampa e associazioni che non spengono la luce su questo dramma .

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