E adesso torniamo a lavorare per l’Italia.

Di Maio, Salvini, Zingaretti. Meloni, Berlusconi e colleghi, hanno concluso una partita importante, peccato, nell’interesse sfacciato dei loro partiti e movimenti. Da una parte, chi ha voluto dare una connotazione nazionale ad una consultazione regionale per scardinare il governo e dall’altra, un partito impegnato in una transazione impegnativa di rinascita politica.

Gli italiani? Da quel che ho avvertito nelle settimane, stanchi, nauseati. Gli europei e gli stranieri? Felici che i politici italiani continuino con le loro beghe di potere interno, relegando nell’ombra i veri problemi del Paese. Con meno se ne occupano, più i vertici dello scacchiere internazionale muovono strategie e decisioni senza ostacoli. Del resto, contiamo ancora qualcosa in politica estera, con tutto quello che accade, anche ai nostri confini ? No.

Abbiamo, se escludiamo il ministro Gualtieri, uomini di alto profilo tecnico e politico in grado di far proferir parola all’Italia nelle varie sedi istituzionali o finanziarie ? No.

E’ questa la differenza tra l’esprimere un’opinione con pessimismo ovvero, tenere un atteggiamento costante o sistematico di sfiducia nei confronti della realtà e della vita e la realtà dei fatti, quindi la somma di tutte le cose reali.

Immigrazione, sicurezza e sopravvivenza di potere, da sole non bastano a rendere di nuovo efficiente e strategica un’Italia umiliata. 

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